martedì 17 aprile 2012

I soldi ai partiti

Si respira un'aria pessima, schifosa, piena di risentimenti, piena di odio.
E in questa aria, in questo mefitico ambiente, è proprio il momento di stare calmi, prendere un bel respiro e cercare di usare il cervello e non le parti basse, soprattutto quelle che sono posizionate sul retro del corpo.
Chi non è furibondo, dopo questa sequela di scandali, furti, appropriazioni, arraffi e compagnia bella?
Chi non si domanda cosa ci stiano a fare i referendum, se non viene rispettato e anzi bellamente ignorato?
Chi non ha voglia di vedere solo morti, feriti e tanto sangue, senza pietà?

Tutti credo. Tutti, compresi molti dei militanti ed eletti dei partiti, oneste persone che si spendono e lavorano onestamente e seriamente e che si sentono messi in un unico calderone, oltre a sentirsi frustrati e depressi.
Ma il problema non è questo.
Qual è l'alternativa?
Se ne leggono in giro di ogni tipo.
C'è chi propone di mandare tutti a casa e nominare 500 saggi (chi li nomina? chi sono 'sti saggi? che garanzie hanno?) che gestiscano lo stato e che lo ri-formino; poi ci sono quelli che dicono che deve andare al potere l'esercito; chi dice che l'antipolitica deve prendere il sopravvento; chi si indigna su Facebook...
Io penso che un elemento che sancisce il livello di democrazia sia la presenza di un finanziamento/rimborso ai partiti, in modo che possano esistere, operare e assolvere alla loro funzione istituzionale sancita dalla costituzione.
La rappresentanza politica, la sua esistenza, la sua capacità di operare nelle istituzioni e nel parlamento, sono un baluardo contro lo strapotere delle lobbies, contro i gruppi organizzati che manipolano voti e persone, a favore della maggioranza dei cittadini.
Senza soldi, i partiti, dovrebbero ricorrere ai finanziamenti privati. In una nazione, dove la criminalità organizzata ha in mano metà del paese, dove le ricchezze sono sempre più concentrate in poche mani, il risultato sarebbe devastante, molto più pericoloso della situazione odierna.

L'obbiettivo, secondo me, non è negare una qualsiasi forma di finanziamento ai partiti e alla politica, ma fare in modo che le norme, i controlli, i i bilanci, le clausole, le regole e chissà che altro, impediscano di fatto a chicchessia di accaparrare somme ingenti, usarle a fini personali, speculare e quant'altro.

Leggo con terrore che Grillo cresce nei sondaggi.
Volete un presidente del consiglio che urla cazzate dalla mattina alla sera, che non ha alcun progetto politico ed economico tranne che vomitare oscenità? Oppure uno con gli stivaloni che urla qualche supremazia di razza su altri?
Pensateci bene.
Pensiamoci tutti molto bene.

1 commento:

  1. Non ho paura del populismo imperante. Non siamo negli anni 20 ma nell'era della globalizzazione e i governi dei singoli paesi contano molto meno di prima.

    Cmq io penso invece che i partiti si debbano autofinanziare andando in giro a chiedere soldi per sé e per il proprio progetto politico. Lo stato non è la solita mucca da mungere ma una cosa seria. Il problema è (per loro, non per noi cittadini) che con la loro risibile credibilità nessuno li finanzierebbe. O cmq sarebbero pochi. Per potersi far finanziare dovrebbero entrare in logiche di reale concorrenza e produttività politica ---> ce lo vedete chessò l'apparato del PdL o del PD ad essere così credibile da farsi finanziare? chi lo finanzia? I dirigenti dei partiti sono persone che non hanno capacità produttive ma solo conservative di sé. Magari in questo modo i partiti cominciano a rispondere davvero a chi li paga.

    Per quanto riguarda le Lobbies siamo al semi ridicolo. Primo è normale e sacrosanto che esistano le LobbY che non sono il male (il male sono molto di più i partiti delle lobby). Le Lobbies già ora gestiscono il potere politico solo che lo fanno in modo NON trasparente. Sarebbe invece migliore rendere i bilanci pubblici con finanziamenti PRIVATI e magari una microparte di pubblico (giusto perché siamo in italia). Così si sa chi finanzia cosa e chi protegge i diritti di chi e cosa.

    In finale parliamo di fantascienza. Tanto la parola senso del pudore non esiste più in seno alla politica. pazienza.

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