mercoledì 12 ottobre 2011

Va laurà, barbun!!

Chi mi conosce, e bene, sa quanto è il mio interesse per l'unica cosa che conta veramente in Italia, cioè il calcio: zero, anzi meno ancora.
Da bambino 'tenevo' al Milan, compravo le figurine Panini per trovare Rivera e Amarildo, giocavo nel parco giochi di casa a pallone. Il tutto però senza particolare accanimento. Lo facevano tutti...
Così fino alle medie circa. Poi vennero le scuole superiori, venne la passione per la politica meravigliosa di quegli anni. Venne la straordinaria stagione che ha sconvolto questo paese ammorbato e che l'ha reso, almeno per un po', migliore.
Del calcio non me ne sono mai più occupato.
A un certo momento ho incominciato a odiarlo, con tutto il cuore, come uno dei cancri 'culturali' dell'Italietta becera.
Ho incominciato a non sopportare di avere, unico paese al mondo!, tre e forse quattro quotidiani cosiddetti sportivi, ma che di fatto parlavano solo della dittatura del pallone. L'ultima volta che sono andato allo stadio a momenti le prendo perché in mezzo, inconsapevole, tra due pseudo tifoserie che si insultavano continuamente, incuranti di quello che succedeva in campo.
E poi è venuta la stagione di Calciopoli, degli scandali, le scommesse e non so quali altre porcate.
Non l'ho mai più sopportato, mai più neanche avvicinato seguito. Ora se guardo una partita di pallone in televisione reggo a malapena cinque minuti. Mi annoia.
Ognuno ha i suoi gusti.

Ma la notizia di oggi, unita a quella relativa all'altro milanista odioso pare svedese, richiede un piccolo, rapido, essenziale, parere, perché me lo tirano fuori.
Questo - stamattina i giornali rivelano con puntualità formidabile - dice che tra tre anni smette.
E sapete perché? Perché è stressato.
Quell'altro se ne va tra breve perché non si diverte più, se non ricordo male.
Bene. Cioè bene un corno.
Il peggiore qualunquismo, la peggiore indignazione popolare, il peggio di tutto e di più, mi sgorgano con violenza unita a sbocchi di sangue direttamente dalle viscere, generando alcune domande, credo legittime:
1) ma un operaio della catena che cosa cavolo deve dire allora?
2) un contadino che si alza tutte le mattine alle cinque, sabati, domeniche e Natale compresi, che cosa deve dire allora?
3) Chi lavora in miniera e rischia la vita tutti i giorni cosa deve dire allora?
Qualunquismo puro, avevo avvertito.
Ma l'indignazione, lo sgomento, l'arroganza di questi uomini plurimilionari ignoranti in mutande, tatuati e senza grammatica, ha ormai raggiunto livelli inaccettabili. Hanno addirittura fatto sciopero per non pagare le tasse, poveri figli...
Il problema è anche dei media, che danno spazio a dichiarazioni di ogni sorta di gente che, in un mondo normale, avrebbe a malapena il diritto di voto.

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