giovedì 22 luglio 2010

Eleganza al potere

Io me lo ricordo, con grande nitidezza, sui muri della palestra del mio liceo una scritta retaggio del '68, un po' scolorita.
Me lo ricordo bene, anche se quando l'ho frequentato io era ormai passato qualche anno dalla fatidica 'rivolta'.
'Immaginazione al potere', era la scritta, uno degli slogan più urlati nelle manifestazioni del 1968, nel suo periodo più creativo e sognatore.
Bene oggi, specchio dei tempi, invece possiamo gridare un altro slogan, dare un'altra indicazione alle masse, più moderna, più in linea con le 'riforme' tanto necessarie per rinnovare il paese incancrenito in una legislazione vecchia e in una costituzione 'gabbia' e vessatoria.
Lo slogan è 'eleganza al potere'.
Perché?
Forse perché tutti i deputati (scusate la parola...) della maggioranza sono vestiti all'ultimo grido?
Ma no!!!!
Forse perché le mogli dei ministri e di tutti i sottosegretari (ooops, speriamo che nessuno si offenda...) sono campioni di charme e di portamento?
Nooooo!
Forse perché il presidente del consiglio è alto e slanciato e ogni volta che si muove sembra una ballerina della Scala nel Lago dei Cigni?
Ma daaaaiiii!
E allora perché, grida uno in fondo alla fila.
Ma è chiaro no?
E ogni parola, come spesso capita quando si parla di politica italiana, è superflua, inutile, vana.
Le immagini parlano chiaro, anzi urlano chiarissimo. Guardate qui.
Non è un giovane Disobbediente arrabbiato nero.
Non è una vecchia squaw Navajo che non ha più il suo villaggio.
Non è un giovane trentenne milanese a cui hanno portato via la sua Playstation.
Non è una giovane milanese a cui hanno sfilato le ultime ballerine acquistate.
No, è un ministro della Repubblica. E' il ministro (scusate....) delle Riforme (oooops, ci sono ricascato...).
Grande eleganza non so, ma sicuramente al potere!

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