martedì 13 aprile 2010

Beatles uber alles!

I Beatles, oltre a essere i più grandi di tutti i tempi - ma anche prima del tempo e dopo quando tutto sarà finito - non finiscono mai di stupire.
I due sopravvissuti fanno le loro vite e seguono le loro inclinazioni, musiche, idee, mogli e cotillons. Come tutti, in fondo. Forse loro con qualche ghinea in più in tasca, ma tant'è.
Ma l'uscita di Ringo, a quarant'anni dallo scioglimento ufficiale del gruppo (10 aprile 1970), a proposito del presunto perdono da parte della presunta Santa Sede in seguito alle accuse di presunto satanismo che erano state rivolte al gruppo durante la loro carriera, è veramente geniale, inglese e anche un po' rivoluzionaria:

- E chi se ne frega. Ma non hanno nulla di più importante a cui pensare?, è stato il commento del Beatle.

Ringo, si sa, era 'l'ultimo' del gruppo. La batteria, si sa, non è che nei gruppi anni sessanta fosse così di prima linea. E Ringo, inoltre, e si sa anche questo, era il meno belloccio dei quattro, aveva una voce nasale terribile e dal punto di vista creativo, e si sa eccome, era il meno prolifico.
Ma quest'uscita, niente di che per carità!, ci ricorda il suo atteggiamento scanzonato e gioviale che lo ha contraddistinto in tutta la sua storia.
E sempre un po' 'contro'.
E ci ricorda, anche oggi, che la Santa Sede è sempre più presunta, facendoci sapere che ha perso l'ennesima occasione (ma ormai ci stiamo abituando, no?) di fare una presunta bella figura.
Cioè tacere.

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