martedì 5 gennaio 2010

Lui, Lei e l'Altro. E l'Altra? (cinque)

Sì, sì. Mi faccio una doccia, ecco cosa mi serve, si ritrovò a pensare. - Proprio come Gaber e il suo shampoo...
E la fece.
E sotto la doccia, oltre a lavarsi con meticolosa cura anche quelle parti talvolta dimenticate, si fanno altre due cose, sempre: si canta e si pensa, si ragiona, e in questo caso si pianifica, diabolicamente.
E si ritrovò a vivere un dialogo stretto e anche un po’ sordo con il suo alterLui, tra una schizzata di sapone e una grattata di spugna. 
- Allora. Assumo un novello Tom Ponzi. La faccio seguire, come nei filmetti anni ’60, la faccio fotografare con un potente teleobbiettivo, la incastro in modo inequivocabile, la colgo in fragrante.

- Seeee, certo, come no?. E quanto ti costa lo scherzetto, senza alcuna sicurezza che il lavoro sia ben fatto e che non ti faccia sputtanare di fronte al mondo intero? gli risponde il suo alterLui. - Lascia stare, valà!
- Forse hai ragione. Allora la pedino io. Sicuramente più economico e più controllabile. La inseguo anche negli angoli più reconditi della città, la tampino con destrezza, la frego! 

- Eh, come no? si sente rispondere. - Proprio una bella scelta. E al lavoro ci mandi il tuo avatar? E poi come fai? Ti intrufoli nelle case altrui, strisci silenziosamente negli uffici? Ma cosa ti salta in mente? Ma sei scemo?
- Ok, non posso fare lo 007 de noantri, ma posso controllarla un po’, si risponde sbuffando. - Mi metto ad ascoltare tutte le sue telefonate, leggo tutti i suoi sms, mi intrufolo nella sua email, le frugo nelle tasche, le annuso gli abiti, le faccio domande trabocchetto...
-
- Veramente ridicolo. E non solo nei suoi confronti, ma anche verso te stesso, gli rimbrotta la vocina nella sua testa. - Forse è meglio che non perdi la dignità, almeno quella, dopo che ormai vedi solo, in lontananza, la schiena della tua donna!
E allora, infilandosi un pesantissimo accappatoio e contorcendosi per il mal di schiena, realizza due cose chiare e inconfutabili. Una, il suo alterLui è una delle entità più insopportabili della terra, due che ormai era veramente nei guai. Senza idee e senza la minima capacità di trovare una soluzione degna del suo nome.
- Bene saputello, e allora? Visto che sei così capace di stroncare ogni idea, sebbene balzana, senza dare alcuna alternativa degna di questo nome, visto che mostri tenacemente di avere la verità in tasca, allora che cosa dovrei fare? Hai qualche suggerimento? O sei solo un povero censore da strapazzo?
- Caro il mio padrone, caro vecchio, sciocco e fragile uomo. Certo che ho un suggerimento. Anzi ho di più. Io ho la Soluzione.
- Veramente?, grida il padrone del corpo ma non della mente, sgranando gli occhi di fronte allo specchio.
- Certo, risponde.
- E quale sarebbe, se è lecito?
- E’ ovvio. Te ne devi andare.

Buuum!, come una pietra tombale cade sulla fossa. Come la porta di una cella che si chiude alle spalle. Come quando si finisce un libro di ottocento pagine più prefazione e postfazione.
Ma Lui, questa soluzione - finale!! - non l’aveva presa in considerazione.
Proprio no.

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