venerdì 11 dicembre 2009

Non ho l'etààààà...

Ormai non siamo solo allo scontro istituzionale, ma al vero e proprio tentativo di golpe strisciante.
Ormai siamo all'insulto verso le massime cariche dello stato, alla faccia non solo del diritto e del rispetto delle leggi, ma in barba anche una formalità istituzionale che non deve, assolutamente mai, venire a mancare.
Ormai siamo all'appallottamento della Carta Costituzionale, tacciata come vecchia e inutile.
Tutto ciò è una tristezza somma.
E tutto quello che sta succedendo viene mascherato come una scontro politico, ma che di fatto è solo la lotta di un uomo, potentissimo!!, per la sua salvezza.
Io non mi rassegno a quanto i miei vecchi occhi devono vedere e le mie povere orecchie sentire.
Non sono venuto al mondo per dover assistere a quanto ci tocca osservare, tutti i giorni, continuamente.
Una sola cosa concordo con questo signore: ha le palle, forse grosse e gialle, ma le ha. E non mollerà mai, forte anche dei suoi conti in banca.
Ed è quello che merita il paese, comunità allo sbando, popolo senza dignità, venduto ogni giorno di più al maggiore offerente.
Non ho la forza di andarmene. Non ho l'età. Non ho il coraggio. Non ho i soldi per farlo.
Ho solo due figli, che devo proteggere.

1 commento:

  1. Io qualche hanno fa, dall'Italia me ne sono andata davvero. Ho stravolto la mia vita e sono scappata da questo paese che ormai non mi somigliava piu...

    A Roma c'è un vecchio detto:solo i matti e i regazzini dicono la verità, e a loro nun se po' dì gnente...

    A Parigi, dove ho vissuto fino al Febbraio 2009, dicono: si tu craches envers le ciel, il te retombe sur le nez" (se sputi verso l'alto, ti ricasca in faccia)

    Visti i recenti sviluppi ad opera "de un matto"(?) direi che è abbastanza vero anche un altro proverbio: chi semina vento raccoglie tempesta (e in più hanno detto al telegiornale che quando sul naso ti ricasca una statuetta del Duomo di Milano faccia davvero un sacco male).

    A parte qualsiasi saggia considerazione sulla violenza e sul pericolo di uno scontro politico incontrollato che può sfociare in guerra civile,mi sembra appunto che da un bel po' di tempo si siano varcati veramente i confini della decenza, della legalità, del senso del ridicolo; mettendo in pericolo tutto quello che i nostri nonni senza camicia nera combattendo in montagna ottenero con grande sacrificio.

    Al nano sofferente, della cui salute me ne frego con laico savoir faire, non augurerò per "cristiana pietà" altre sofferenze. Ma in questo Natale di ristrettezze e povertà soprattutto morale non chiedetemi di versare democratiche e coccodrilliache lacrime politicamente corrette. Non lo farò per rispetto verso le generazioni passate e verso quelle future.

    Concordo pienamente e dolorosamente con tutto quello che dici, e con il tuo stato d'animo di genitore. Ho riportato mia figlia nata in Francia nel nostro paese perchè volevo che fosse Italiana. Che di questo popolo di navigatori, poeti, pensatori e quant'altro imparasse almeno quello che c'era di buono (la vivacità intellettuale e culturale), oltre che la lingua e il temperamento gioviale.

    Bene, dopo aver vissuto nella civilissima Francia ti assicuro che tornando l'Italia e il mio popolo mi sono sembrati tanti diversi:
    come li vedi tu, appunto, e senza possibilità di redenzione.

    Spero ora in un miracolo della Notte di Natale. Dicono che tutto sia possibile, parola di Charles Dickens e forse pure del Papa. Non si sa mai. Magari una banalissima apparizione che lo faccia redimere o che lo esorti a lasciare il palcoscenico, in un silenzio decente, per motivi di salute. O a farsi frate e ad espiare in convento. Che ne so. Non era lui l'unto dal Signore?
    Ti abbraccio. Ho bisogno di un sano caffè. Stavolta pieno di zucchero.

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