giovedì 17 dicembre 2009

Non era ferito gravemente, fortunatamente, era morto!

Notte faticosa, molto. Sul divano, dormicchiando, leggendo, con il computer sulle ginocchia.
Stamattina, in coma vero e profondo, in ritardo. Arriva Pilù di corsa, si infila sotto la coperta di fortuna, e mi spara a bruciapelo:
- Papàààà, è vero che voi non siete infiniti?
Ascolto in silenzio tentando velocemente di attivare il microprocessore sopito nel mio cervello.
- E' vero che non siete infiniti e che prima o poi morite?
Immagino che il soggetto siano i suoi genitori.
- Beh, certo, prima o poi si muore. Tutti.
Pilù è rimasto colpito fortemente dalla morte della nonna. La morte è diventato un argomento ora. Ma allo stesso tempo è affascinato dal concetto dell'infinito, che lui incarna fondamentalmente nei numeri, che 'non finiscono mai'.
E poi continua:
- Ma si muore così, o si decide quando si muore?
- No, gli rispondo senza addentrarmi nei meandri di una discussione sulla morte desiderata, voluta, sul suicidio e amenità simili. - Non si può decidere quando si muore. Si muore perché capita qualcosa oppure perché si è diventati troppo vecchi.
- Ma non si può decidere neanche dove si può morire?
A quel punto ero completamente sveglio, attivo e in preda a un mal di testa furente.
- Pilù, maledizione, possiamo cambiare argomento?
- Occhei, mi risponde alzando gli occhi al cielo. - Cosa c'è per colazione?
Ecco, meglio parlare di biscotti, latte, miele e pane tostato.
I bambini sono veramente multitasking.
E noi non possiamo mai abbassare la guardia.
Papà di tutto il mondo, unitevi!

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