sabato 21 novembre 2009

Vivere, finché c'è gioventù (ma anche dopo)

Ogni tot salta fuori questa indagine sull'amore in ufficio, sui rapporti che nascono, più o meno clandestini, tra le mura dell'azienda dove si lavora.
E ogni volta c'è chi si indigna, chi mette all'indice, chi dice che è salutare, chi dice echissenefrega.
Il tema è mal posto, o meglio le interpretazioni delle survey svolte sono spesso un po' banali.
In fondo oggi il luogo di lavoro ha assunto non solo un ruolo di svolgimento professionale, ma è la parte sostanziale della vita di ognuno, forse anche troppo.
Le ore spese sudando le sette camicie sono spesso molte di più di quelle spese per raccattarsi ogni giorno, piuttosto che quelle dedicate alla famiglia e ai propri rapporti personali.
Quindi? Quindi è 'normale' che il luogo di lavoro offra anche altre 'distrazioni', che permetta di costruire rapporti di amicizia solidi e profondi, che crei le condizioni per storie di sesso furibonde piuttosto che avventure ben più profonde.
E allora che ognuno se la viva come vuole, alla faccia delle malelingue, dei ficcanaso, dei perbenisti e dei bacchettoni.
Che in fondo sono solo invidiosi.
Una nuova storia d'amore che nasce, aldilà di dove nasce, è una delle poche possibilità che la vita ci mette a disposizione per potersi definire, finalmente, vivi.

2 commenti:

  1. ...adesso salta fuori che gli uomini tradiscono perchè hanno paura di morire, quindi per sentirsi vivi....si si..CERRRRTO!!!!

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  2. Nicoletta, mi metti in bocca una cosa che non dico affatto. Io parlo di storie d'amore (penultima riga), non di un colpo e via alla faccia di moglie/marito...

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