lunedì 9 novembre 2009

Io non mi rassegno

Nonostante tutti i richiami - l'ultimo di oggi di Bagnasco - a una politica che abbia delle sembianze un po' differenti da quelle della curva sud (almeno un po'...), il gruppetto che ci governa va avanti imperterrito non verso le cosiddette riforme, ma verso una devastante e consapevole distruzione della convivenza, del rispetto, della convivenza.
Oggi l'ultima, per certi versi la più odiosa e la più 'blasfema' (vista che chi l'ha pronunciata si professa cattolico e baluardo di un approccio cristiano alla politica) di quelle che ricordo.
Questo povero ragazzo massacrato di botte fino alla morte non si sa bene da chi e per quale motivo, oggi è stato ucciso un'altra volta.
Qualcuno, con responsabilità pubbliche, ha in pratica affermato che in fondo era un povero drogato, spacciatore, pesava poco più di 40 chili, anoressico: come dire, se l'è cercata.
La famiglia reagisce, sdegnata, forse avanzerà azioni legali, forse no. Amnesty International chiede maggiori dettagli. Forse succederà qualcosa (dimissioni? promozione?), forse no.
Ma la cosa che più sconcerta è ormai il cinismo, la facilità con cui si parla a vanvera, l'assoluta mancanza di carità, compassione, attenzione verso gli altri. La totale e completa mancanza di limiti.
La parola solidarietà, un tempo baluardo della buona politica e della buona vita, oggi è un insulto, fa scattare i peggiori istinti. E a quanto pare non solo nei confronti degli immigrati e dei disperati che cercano una vita migliore.
Io sono stomacato.
Questi bigottoni insulsi, che con Eluana inneggiavano alla tutela assoluta della vita, anche quando vegetale, oggi condannano a una 'seconda' morte rapidamente un ragazzo solo perché con problemi di droga e di integrazione.

Ma lo sapete che quel signore lì segue le politiche giovanili del governo e la lotta alla droga? Ma ve ne rendete conto?
Ma non vi sentite spettatori di una commedia di Ionesco?

1 commento:

  1. Mi sento in uno stato dove, a chiunque di noi potrebbe capitare quello che e' successo a quel figlio di 31 anni,mi sento come in uno stato del sud del mondo, travestito da stato civile. N.

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