lunedì 10 agosto 2009

Sconfitta, maledetta sconfitta

Una volta su cinque si riesce anche a fare un giretto post cena.
Una cosa da pensionati: quattro passi in mezzo ai giovinastri e a
quelli della mia età che non si rassegnano, un gelatino col cono (una
parigina, come diceva la zia Elena con linguaggio da inizio secolo
scorso), qualche scambio di parole con conoscenti occasionali. E poi
ritorno.
Ieri sera ce l'abbiamo fatta. Nessuno si era addormentato con la
faccia nel piatto durante la cena, nessuno stava male, nessuno doveva
lavorare al computer, non pioveva e nessuno telefonava. Una rarità.
Meta i giochi pubblici nella parte nuova del paese. Altalena, scivolo,
giochi vari. Il tutto vicino al campo di calcetto. E a un certo punto
Pilù:
- Voglio vedere il calcio
- .......
- A me piace moltissimo vedere le partite.
Ci siamo sorbiti mezz'ora di noiosissima scalciata tra i violA e i
bianchi. A un certo punto Pilù si è messo a discutere con un uomo a
proposito del risultato e di chi era più forte. Io ero a bocca aperta.
BiBì, sempre più incontrollabile e nervosa, se ne va con la madre.
Io rientro con Pilù che comincia a dare segni di sonno violento.
Quasi a casa, in una piazzetta, ci ritroviamo una discoteca all'aperto
per bambini. Musica orribile anni'80, e bambini di ogni età. Che fanno
il verso a Raffaella Carrà. E Pilù:
- Voglio andare anch'io
- Dove? A BALLARE? urlo di rimando.
- Sì, e si butta.
Io rimango lì a bocca aperta.
Tralasciando gli aspetti politici e ideologici, le due cose che aborro
con tutto il mio cuore sono il calcio e ballare/discoteca.
Forse è la mia catarsi. Oppure la mia fine.

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