martedì 25 agosto 2009

E' come timbrare il cartellino

Lo dico sempre anch'io. Aldilà della scuola media - problema che per ora mi è lontano - la questione sollevata dall'articolo del Corriere di stamattina è sacrosanta. Ed emerge soprattutto nelle ultime righe che trasudano verità e puro realismo.
Lo vedo anch'io con gli Squali.
Siamo sempre alla ricerca di 'qualcosa da fare', di riempire le giornate dei nostri figli, con attività, corsi, feste, incontri, passeggiate...
E' una questione aperta questa, anche nella mia famiglia.
Io penso che le attività che circondano la giornata di un bambino/ragazzo debbano essere sì incentivate ma anche regolate.
Oggi un bambino come Pilù (5 anni a dicembre) esce tutte le mattine alle 8,30 circa e rientra alle 18,00 tutte le sere. Passa la maggior parte della sua vita in una scuola materna che lo accoglie, lo gestisce, gli insegna parecchie cose, gli fa fare più o meno attività fisica, lo fa stare con i suoi coetanei.
Poi rientra a casa e gioca con i suoi giochi, oppure con sua sorella, spesso va a a giocare al parco di casa, oppure a casa di qualche amico della zona; a volte si ferma anche a cena. Senza un attimo di sosta.
Ma la frenesia, ai genitori, viene nei week end o durante i ponti. Bisogna far fare qualcosa ai bambini. Allora si va la parco, oppure in piscina, oppure si cerca un corso di sport, oppure si chiama qualche amico per giocare insieme, oppure si va nei boschi, oppure si va a trovare i nonni, oppure si corre dagli zii, oppure si va ai gonfiabili, oppure.... E' una corsa contro il tempo, quando invece spesso - lo vedo con Pilù - a loro piacerebbe stare un po' a casa, giocare con i propri giochi, godersi le pareti domestiche in pieno relax. E magari, bestemmia!!, annoiarsi anche un po'.
La noia, quella blanda attività irrefrenabile che talvolta - a tutti noi! - ci avvolgeva da piccoli; anche se cervello e fantasia lavoravano trascinandoci in tempi e luoghi lontani, sognando, provando nuove emozioni.
Si era pirati, si era astronauta, si era poliziotti, si era banditi. Senza il bisogno di annacquare le sensazioni con giochi o compagni. Si sognava e basta.
Oggi è impossibile. C'è sempre un appuntamento, qualcosa da fare e da rispettare.
Oggi tutto è strutturato. E il piattume dilaga.

4 commenti:

  1. Più il gioco è strutturato e meno lascia spazio alla fantasia, e quindi alla CREATIVITA',totalmente sconosciuta ai nostri tempi.Impegnarsi a creare momenti di OZIO oggi pare quasi anarchico, ma è nel "niente" che ti vien voglia di costruire e colmare ( è una legge di natura)Sul Sapientino devi solo schiacciare dei bottoni, anche un primate, dopo 6 gg lo lancerebbe giu' dall'albero!
    Buttati una sera sul tappeto CON loro e prova a portare a turno dei materiali primitivi, spago tappi rocchetti, meccano,marionette, cio' che manca e' la soddisfazione di essere gli artefici della propria felicità,e l'ogoglio di essere stati in grado di costrire DA SOLI anche una piccola cosa;è nell'infanzia che ci si scopre architetti, ingegneri,poi la scuola ti dà i mezzi ma l'unicità va salvaguardata come un bene di extra-lusso!
    Scusa se sono prolissa,ciao Nicol

    RispondiElimina
  2. Sposo tutto quanto hai scritto, cara Nicoletta.
    Ed è proprio quello che si fa regolarmente con i due disgraziati che sono anche i miei figli. Qualsiasi materiale è buono per 'aizzare' la fantasia, per creare e inventare. Alla faccia del tutto strutturato e soprattutto della televisione (cha campeggia in un angolo con antenna staccata e alimentazione interrotta).
    Grazie dei tuoi commenti, altro che prolissità. Ne leggo talmente pochi...
    ciao
    p

    RispondiElimina
  3. Ti confesso,ho piacevolmente letto tutto il tuo blog,che trovo accattivante e scritto ( lo si capisce subito) da una persona di carattere e cultura e con la consapevolezza di non essere alla tua altezza culturalmente,ma anche perche' non e' mia abitudine, non lascio commenti banali, scontati ,tanto per scarabocchiare o perlomeno ci provo.
    La tua approvazione mi ha fatto piacere.
    Ora, mi sto " ciucciando" le tue recensioni che hanno gia' fatto alzare il PIL per gli acquisti librari!Se lo sapesse Silvio, porterebbe a Villa Certosa pure te !!
    Ciao ( penultima degli ignoranti) Nicoletta. :)

    RispondiElimina
  4. Nicoletta, a Villa Certosa ci vado solo se me la regalano e con il vecchio proprietario a distanza di sicurezza!!!
    Occhio alle recensioni: non prenderle troppo sul serio perché non voglio avere troppi lettori sulla mia 'coscienza'.
    Grazie ancora e buona serata
    p

    RispondiElimina

La porta (e l'olio)

Olio, tanto olio. In quelle pompette un po' vintage che ancora circolano oggi. In genere di colore rosso. Un pezzo di carta, un po'...