venerdì 26 giugno 2009

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Ore 7,15, di oggi.
Pilù correndo entra nel lettone di mamma e papà assonnati e comincia, come il suo solito, a riversare parole a profusione, senza controllo e freni.
- Papààà, facciamo che siamo una famiglia di dinosauri?
E io bofonchiando - Se proprio ci tieni... Ma non lo possiamo diventare domani che è sabato? tentando disperatamente e democristianamente di rubare qualche altro minuto al dormiveglia.
- No, e poi perché?
La domanda è lecita, in fondo. Gli insegno tutti i giorni che non bisogna rimandare a domani quello che si può/deve fare oggi, e quindi raccolgo quello che semino.
- Allora tu sei papà collolungo, la mamma collolungo è la mamma e io il piccolo collolungo.
Dentro di me penso che somiglia di più a un Trex e sua sorella a un velociraptor, ma passo sopra.
Si comincia con casini con le lenzuola, finti laghetti dove abbeverarsi, erba da strappare e amenità del genere.
Poi, non so come - ma ormai comincio ad abituarmi a questi repentini cambi di scena - arriva la domanda delle cento pistole.
- Papààà, io ho quasi cinque anni.
- Beh, quattro e mezzo, li compi a dicembre... gli rispondo
- Vero, ma BiBì è molto più piccola di me.
- Certo ne fa due alla fine di agosto quindi è decisamente più piccola. E' un periodo che Pilù continua a misurare gli anni, le distanze tra uno e l'altro, le 'anzianità'.
- E tu quanti anni hai? mi chiede a bruciapelo.
- Cinquantuno, gli rispondo con la pressione che comincia a salire.
- Ah beh, ma tra un po' allora muori, conclude.
- .......

Vabbé, è un bambino. Vabbé, è mio figlio. Vabbé, non sa ancora quello che dice.
Però, perdindirindina!, è dura, molto dura. Anzi è durissima.
Sono andato a farmi una doccia.
Nel frattempo un urlo dalla camera degli squali annunciava il risveglio del velociraptor.
Buona giornata, mondo!!!

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