sabato 6 giugno 2009

Se serve vi vengo a prendere a casa con una limousine

Ai milioni di lettori di queste note, e in particolare a quelli che non vogliono andare a votare, beh, questo post è per loro.
Siete delusi, incavolati neri, ormai completamente sfibrati da questa politica, da questi partiti, da questa casta sempre più ingombrante?
Siete davvero sfiniti da corna, siparietti, veline, porcate e denigrazione quotidiana delle regole e del concetto 'alto' di democrazia?
Siete stomacati da leggi ad personam, privacy ad personam?
Siete ormai sul limite del vomito dell'intera politica nostrana?
E come darvi torto, anch'io.
Ma una riflessione mi sorge spontanea.
Se non votate, se tra oggi e domani ve ne andate a fare shopping come nulla capitasse, se pensate che non è più affare vostro, se pensate che intanto 'è uguale', beh allora sappiate che sì è un vostro diritto non votare, ma anche un vostro dovere dopo stare zitti, e molto.
Basta lamentarsi, basta schifare tutto, basta additare, basta giudicare.
Se pensate che così vi lavate la coscienza, se così non siete complici, sappiate invece che lo siete due volte: con la volta indifferenza e con la vostra, perdonate!!, stupidità.
Oggi ci si alza, si fa la doccia, si fa un'abbondante colazione, ci si veste in maniera dignitosa, si va ai seggi e si vota, e a sinistra.
Questo deve esser mandato a casa, anche votando turandosi il naso, graffettandosi la bocca e e chiudendo se serve anche qualche altro orifizio.
E se non lo capite, signori miei, allora tutto è proprio perduto.

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