martedì 23 giugno 2009

No, la barca noooo...

Si avvicinano le vacanze. E come ogni anno (ai bambini fa bene!!!) si ripresenta il terrificante momento di andare al mare.
Sole che spacca la pelle, mare salato, folla smodata, bambini che urlano (i miei e quelli degli altri) perché il mare li innervosisce (allora perché ce li portiamo? boh), stomachevole odore di creme puzzolenti, tutti che leggono Libero annuendo, tutti che leggono Il Giornale stra-annuendo, donne che hanno bisogno di parlare di tutto, uomini che hanno bisogno di parlare della campagna acquisti dell'Atalanta, traghetti stracolmi, prezzi allucinanti, ragazzotti palestrati con ragazzotte velinate, radio su musiche allucinanti, sabbia dappertutto (nei libri soprattutto), tutti che fanno finta di divertirsi...
Sto esagerando? Ma sì, dài, è solo per aprire il dibattito.
Pensate se un gruppo di signori, su una barca a vela, chessò al largo della Sardegna, tra una scazzata della randa vischiosa e un svirgolata asincrona tutta a mancina, leggesse questo post, che penserebbe?
Da una parte che ho ragione, e dall'altra che il vero mare non è così, che è una filosofia di vita, che è una passione, che... E hanno ragione.
Infatti il mare su una barca è un'altra cosa. Il mare su una barca è sì vacanza, ma è anche la sfida a noi stessi, ai nostri limiti. Il mare in barca è avventura con una punta di esclusività che male non fa (e che fa pure rima, potrei vendere il claim a qualche agenzia viaggi...).
E allora? E allora niente, che devo dire?
Io ho avuto il mal di mare (giuro!!) sugli scogli sentendo solo il rumore delle onde, ho visto tutti i santi e le madonne nelle mie traversate su traghetto per qualche isola, ho una resistenza nell'acqua pari a quella che ha BiBì senza salvagente, e soprattutto, questo è il vero problema!!, soffro il caldo da morire, ho una pella chiara come il marmo e mi ustiono regolarmente.
Bella la barca, da riva però, e in inverno.
E a quei fantomatici signori che navigano al largo invio un augurio di straordinarie traversate, di trovare le calette più sperdute e solitarie, di godersi i migliori fondali, ma non solo. Di annaffiare le grigliate con il vermentino più aromatico, di godersi le migliori fritture e pane carasau a profusione. E buon vento, come credo si dica nell'ambiente.
Una volta a casa, però, tutti a dieta!!!

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