venerdì 29 maggio 2009

Chissà cosa dice Einaudi da lassù?

L'ho sempre difesa. Ho sempre immaginato che sì, è diventata del 'padrone d'Italia', ma che il suo catalogo fosse di qualità, in qualche modo indipendente, lontana dai giochetti. La sua storia non poteva essere infangata dal parvenu di turno, dal cumenda de noantri.
E l'autore, straordinario inventore di sogni, incantatore di menti, Premio Nobel, non potesse essere corretto da un reggicoda a stipendio fisso in odore di quattordicesima.
Ma questa notizia mi fa preoccupare. Molto. Oppure, in maniera più pragmatica, mi fa aprire gli occhi sulla realtà, da sempre rifiutata.
Bene, che fare? Boicottare? Bruciare? Stracciare?
Beh, io di Saramago non posso fare a meno, anche se è maledettamente faticoso da leggere.
Spero che rapidamente cambi casa editrice e che si rifaccia leggere su pagine più amiche.
Io lo aspetto.

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