giovedì 26 marzo 2009

'No, non voglio!'

Questa è la risposta preferita di Pilù nei classici casi:
- andare a scuola
- vestirsi
- lavarsi i denti
- fare il bagno
- mangiare le verdure
e molte altre.
Ma a quanto pare, la quotidiana indagine, pubblicata da autorevole giornale (l'articolo lo trovi qui) è un metodo consolidato degli infanti per memorizzare un'informazione e utilizzarla in seguito quando servirà.
Non entro nel merito. Non ho gli strumenti.
Mi domando solo come facciano a effettuare studi simili su bambini molto piccoli, ma soprattutto come riescano a estrapolare dati che possano in seguito essere consolidati e quindi diventare oggetto di conclusioni.
Ogni giorno la rete (e tutti i mezzi di informazione) ci vomita addosso migliaia di informazioni e numerosissime ricerche che cercano in tutti i modi di fotografare tendenze, opzioni, pensieri e opere. Con alterne autorevolezze e, sempre più spesso con svarioni giganteschi.
L'altro giorno, di sfuggita, mi è caduto l'occhio sull'ultima ricerca sullo zucchero. Dopo decenni in cui ci spiegavano che lo zucchero raffinato faceva malissimo, ci indicavano i dolcificanti come alternativa possibile (poi erano diventati cancerogeni pure loro) oppure lo zucchero di canna, invece contrordine a tutto tondo, lo zucchero fa benissimo ('il cervello ha bisogno di zucchero, ma sì ma no ma sì ma no'... ricordate lo spot?) ed è fondamentale per la salute dell'uomo.
Senza ricordare la diatriba continua sulla validità della dieta mediterranea che, a seconda dell'azienda che commissiona la ricerca, viene impallinata oppure additata come l'unica alimentazione possibile.
Insomma una farsa, mediata dal marketing.
Tutto ha senso, intendiamoci, ma a volte mi trovo a pensare quanto ormai sia 'volatile'. Tutto si consuma in un attimo, ha vita brevissima, e soprattutto non lascia il segno.
Altro che piani quinquennali dell'energia pesante... bei tempi!

Nessun commento:

Posta un commento

La porta (e l'olio)

Olio, tanto olio. In quelle pompette un po' vintage che ancora circolano oggi. In genere di colore rosso. Un pezzo di carta, un po'...